La
tecnologia per l'utilizzo termico dell'energia
solare ha raggiunto maturità ed affidabilità
tali da farla rientrare tra i modi più
razionali e puliti per scaldare l'acqua o l'aria
nell'utilizzo domestico e produttivo.La
radiazione solare, nonostante la sua scarsa
densità (che raggiunge 1kW/m² solo nelle
giornate di cielo sereno), resta la fonte
energetica più abbondante e pulita sulla
superficie terrestre.Il rendimento dei pannelli
solari è aumentato di un buon 30 % nell'ultimo
decennio, rendendo varie applicazioni
nell'edilizia, nel terziario e nell'agricoltura
commercialmente competitive. L'applicazione più
comune è il collettore solare termico
utilizzato per scaldare acqua sanitaria.

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Un
metro quadrato di collettore solare può
scaldare a 45÷60 °C tra i 40 ed i 300
litri d'acqua in un giorno a secondo
dell'efficienza che varia con le
condizioni climatiche e con la tipologia
di collettore tra 30 % e 80%.Nel
mondo sono installati oltre 30 milioni
di metri quadri di pannelli solari di
cui 3 milioni nell'Unione europea.
In Italia l'applicazione dei pannelli
solari per scaldare l'acqua può essere
ancora molto potenziata.Nel 2000 sono
stati installati circa 25.000 m², molto
pochi anche rispetto a paesi più freddi
(per esempio l'Austria)
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ma
più sensibili a questioni economico ambientali
relative a questo settore. Il parco del solare
termico in Italia è oggi di 350.000 m²,
l'utilizzo maggiore è dovuto all'utenza
domestica, ad impianti di prevalente utilizzo
estivo ed alle piscine.
TIPOLOGIE
DI COLLETTORI SOLARI TERMICI
Collettori
solari piani vetrati
l
pannello solare classico (collettore piano
vetrato) raccoglie l’energia del sole
attraverso:
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•un
assorbitore, costituito da
una lastra simile ad un radiatore,
all’interno del quale è inserito un fascio
di tubi in cui scorre il fluido
termovettore del circuito primario,
destinato ad essere riscaldato dal sole.
Tale fluido è costituito normalmente da
acqua addizionata con antigelo
propilenico atossico, per tollerare il
freddo invernale senza congelarsi.
•
una
lastra di vetro, posta
superiormente all’assorbitore, che
protegge l’apparato e permette il
passaggio dei raggi solari. L’assorbitore,
scaldandosi, riemette energia in forma
di radiazione infrarossa, che è
trattenuta all’interno dal vetro e
provoca una specie di effetto serra.
•
un
isolante termico (in fibra
di vetro o in poliuretano espanso) posto
nella parte sottostante del pannello,
per ridurre le dispersioni di calore.
•
una
scocca in lamiera,
collocata posteriormente al collettore
che assembla le parti e conferisce al
pannello robustezza e stabilità.
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I
collettori solari a piastra selettiva subiscono
un trattamento elettro-chimico che consente di
ottenere una superficie di colore nero, con alto
coefficiente di assorbimento e basso
coefficiente di riflessione, che permette di
raggiungere un buon rendimento anche durante i
mesi invernali.
L’installazione
dei pannelli a superficie selettiva, per il loro
elevato rendimento, è consigliata quando si
prevede di utilizzarli tutto l’anno.
Collettori
solari sottovuoto
Sono
progettati con lo scopo di ridurre le
dispersioni di calore verso l’esterno. Infatti
il calore raccolto da ciascun elemento (tubo
sottovuoto) viene trasferito alla piastra,
generalmente in rame, presente
all’interno del tubo. In tal modo il fluido
termovettore si riscalda e, grazie al vuoto,
minimizza la dispersione di calore verso
l’esterno.
Essi
si presentano come tubi di vetro contenenti un
elemento assorbitore di calore, al cui interno
la pressione dell’aria è ridottissima, così
da impedire la cessione del calore. A questo
scopo, in fase di assemblaggio, l’aria tra
assorbitore e vetro di copertura viene aspirata.
L’involucro deve assicurare una tenuta
perfetta, che rimanga tale nel tempo.
I
pannelli solari sottovuoto hanno un ottimo
rendimento in tutti i mesi dell’anno e sono
particolarmente adatti ad essere installati
nelle zone ad insolazione medio-bassa, anche con
condizioni climatiche rigide.
Pannelli
solari con serbatoio integrato
Nei
pannelli con serbatoio integrato l’assorbitore
di calore ed il serbatoio di accumulo sono
compresi in un unico oggetto e l’energia
solare giunge direttamente a scaldare l’acqua
accumulata.
Per
effetto del principio che l’acqua calda tende
a salire e quella fredda a scendere, si viene a
creare all’interno del serbatoio un moto
cosiddetto convettivo che distribuisce il calore
captato a tutta la massa d’acqua.
Questi
collettori solari, formati da un unico blocco,
sono di facile trasportabilità e di altrettanto
facile installazione ed hanno un costo
relativamente basso.
Alcuni
di essi non sono idonei all’utilizzo nelle
località ove l’inverno è lungo e rigido,
perché il loro rendimento in quel periodo è
scarso e perché l’acqua contenuta nel
serbatoio potrebbe congelarsi e rovinare il
pannello. Sono comunque disponibili sul mercato
anche sistemi compatti adatti per ogni
condizione climatica.
Pannelli
solari scoperti
I
pannelli solari scoperti sono privi di vetro e
l’acqua passa direttamente all’interno dei
tubi del pannello, dove viene riscaldata
direttamente dai raggi solari ed è pronta per
essere usata.
Essi
sono adatti nella stagione estiva per il
riscaldamento di piscine scoperte, per fornire
acqua calda alle docce negli stabilimenti
balneari, nei campeggi, ecc.
Non
essendo coibentati, funzionano con una
temperatura ambiente di almeno 20°C e producono
acqua calda a circa 40°C.
Il
loro costo è abbastanza basso e
l’installazione è talmente semplice da poter
essere fatta da soli.
Applicazioni
Le
applicazioni più comuni sono relative ad
impianti per acqua calda sanitaria,
riscaldamento degli ambienti e piscine; sono in
aumento casi di utilizzo nell' industria,
nell'agricoltura e per la refrigerazione solare.
I collettori solari ad aria calda si
differenziano da quelli ad acqua per il fatto
che in essi il fluido termovettore è costituito
da aria. I campi d'applicazione per tali
impianti sono tipicamente quelli di
riscaldamento dell'aria per la climatizzazione
ambientale e, in campo industriale, per i
processi d'essiccazione di prodotti alimentari.
Nel campo della climatizzazione ambientale il
vantaggio di utilizzare i collettori ad aria
consiste nel fatto che l'aria in essi riscaldata
può essere inviata direttamente all'ambiente
senza scambiatori di calore intermedi. Ciò
permette un notevole aumento di efficienza del
sistema, basti pensare che, di solito, con un
sistema ad acqua, per riscaldare un ambiente a
20÷22 °C, occorre portare l'acqua almeno a 60÷70
°C (negli impianti tradizionali) oppure a 25÷30
°C con impianti tecnologici (riscaldamento a
pavimento, ecc.). Il principio di funzionamento
dei collettori ad aria è pressoché lo stesso
di quelli ad acqua, ma i parametri di
dimensionamento variano sostanzialmente, in
quanto l'aria scambia calore con maggiore
difficoltà dell'acqua.
Occorre
perciò assicurare all'aria un tempo di
permanenza più lungo all'interno del
collettore; per questo motivo il percorso di
solito è tortuoso, per rallentare il flusso
dell'aria. Per il resto, il collettore ad aria,
come quello ad acqua, è costituito da una
piastra captante, una o più coperture
trasparenti e l'isolamento termico.
I collettori solari per piscina possono fornire
fino al 100% delle necessità termiche delle
piscine. Sono inoltre i più semplici da
installare della categoria. La combinazione di
un sistema di riscaldamento solare e l'utilizzo
di una copertura notturna può accrescere
sensibilmente la lunghezza della stagione
balneare con un incremento dei costi gestionali
molto contenuto.
Potenzialità
Le
tipologie di collettori solari termici variano
molto in termini di costo e di prestazioni. Per
di più, essendo l'energia solare una fonte
aleatoria sulla superficie terrestre, i
collettori solari termici vanno realisticamente
considerati integrativi rispetto alle tecnologie
tradizionali; essi vanno quindi considerati
capaci di fornire direttamente solo parte
dell'energia necessaria all'utenza, energia che
altrimenti dovrebbe essere prodotta dalla
caldaia tradizionale. La percentuale di energia
termica prodotta annualmente da un collettore
solare termico prende il nome di fattore di
copertura del fabbisogno termico annuo.
A
Roma, per un sistema che ottimizzi il rapporto
costi/energia prodotta, questo fattore non
supera il 65%. Questo limite è comune a
moltissime tecnologie basate su fonti
rinnovabili, il più delle volte caratterizzate
da disponibilità aleatoria o periodica. A causa
di ciò, con il crescere delle dimensioni
dell'impianto, cresce il fattore di copertura
del carico termico, ma la relazione tra il costo
dell'energia e l'energia prodotta resta lineare
fino al 55%÷60%. E' per questo motivo che un
collettore solare termico per la produzione di
acqua calda sanitaria dimensionato correttamente
viene progettato per soddisfare il 60÷65% del
fabbisogno termico.
Paragone
tra diverse tipologie di impianti per la
produzione di acqua calda
In
ambito urbano l'acqua calda sanitaria è per la
maggior parte dei casi prodotta con scaldabagni
elettrici o caldaie a gas. La produzione di
acqua calda sanitaria, con l'uso di energia
elettrica dissipata dalla resistenza presente
nello scaldabagno, risulta un processo costoso
dai punti di vista energetico, ambientale ed
economico, se confrontato con la produzione di
acqua calda con caldaie a gas. L'introduzione
aggiuntiva di un collettore solare termico, che
sostituisca parte della produzione di calore,
comporta benefici ancora maggiori. Di seguito
vengono analizzati brevemente gli effetti
energetici, economici ed ambientali che
l'introduzione di tre diverse tipologie di
impianti per il riscaldamento per acqua
sanitaria possono conseguire, in relazione
all'introduzione di un sistema solare termico
attivo, in particolare si analizzeranno le
seguenti possibili soluzioni:
- sostituzione
dello scaldabagno elettrico con un sistema
integrato solare/gas
- integrazione
del sistema gas preesistente con impianto
solare
- integrazione
del sistema elettrico con impianto solare
(per impossibilità di sostituzione con
sistema gas).
Caso
di Produzione di acqua calda con scaldabagno
elettrico
In
questo caso, l'utilizzo di energia termica per
produrre acqua sanitaria comprende una doppia
trasformazione. In una prima fase occorre
produrre energia elettrica (tipicamente, in
centrali termoelettriche, più raramente in
idroelettriche). L'energia elettrica prodotta,
poi, trasportata all'utenza, dovrà a sua volta
trasformarsi in energia termica per effetto
Joule per essere conferita all'acqua. Per
produrre con uno scaldabagno elettrico 1500 kcal
(1,7 kWh termici) sono necessari circa 1,94 kWh
elettrici, avendo stimato l'efficienza di
conversione dello scaldabagno elettrico pari al
90%. Mediamente, una famiglia di quattro persone
utilizza, quindi, 7,74 kWh elettrici al giorno
per la produzione di acqua calda sanitaria. Ma
è da considerare che, per la produzione di ogni
kWh elettrico, vengono consumati dal parco di
centrali elettriche italiane, circa 2,54 kWh,
sotto forma di energia primaria.
Considerando
questa doppia trasformazione da energia primaria
in energia elettrica e da elettrica a termica,
emerge che, per produrre l'acqua calda
necessaria giornalmente per soddisfare il
fabbisogno pro capite sono necessarie 2,54x1,94
= 4,93 kWh primari equivalenti a 4.240 kcal.
In tal modo solo il 35% dell'energia primaria
consumata viene effettivamente utilizzata
dall'utente. Nel caso, poi, di una famiglia di
quattro persone, si arriva a 16.960 kcal/giorno,
pari a 17,72 kWh (termici).
Caso
di produzione di acqua calda con caldaia a gas
Una
caldaia a gas ha ovviamente una resa energetica
diretta più alta. Per questo la resa globale si
aggira sull'80÷85%. La produzione di calore e
il conseguente riscaldamento dell'acqua
sanitaria avviene per combustione diretta del
metano. Nel caso peggiore di rendimento del
80%, per produrre 1500 kcal sono quindi
necessarie in un giorno 1875 kcal (ossia 2,18
kWh). Nel caso di una famiglia di quattro
persone si arriva a 7500 kcal/giorno.
Confronto
di consumi energetici tra i casi esaminati
La
figura seguente mostra il risultato del
confronto tra il fabbisogno energetico
necessario per la produzione di acqua calda
sanitaria con uno scaldabagno elettrico, con una
caldaia a gas, un sistema caldaia gas/collettore
solare termico ed un sistema scaldabagno
elettrico/collettore solare termico, ferme
restando le ipotesi sopra enunciate ed il
quantitativo procapite di acqua necessaria.
Costi
Nel
caso dei collettori solari il costo al metro
quadro è, in realtà poco indicativo, poiché
il vero costo deve essere correlato alla quantità
di acqua calda prodotta in un anno. Una famiglia
di 4 persone che consuma 50÷60 litri di acqua
calda a persona ogni giorno, per un totale di 80÷100
mila litri annui spende circa 500 euro per
riscaldare l'acqua con energia elettrica e 370
euro se la scalda con caldaia a metano. Se
l'impianto solare integra la caldaia per un 60÷70%
il risparmio annuo oscilla tra 250 e 350 euro ed
in 5 anni si ammortizza una spesa di 1.300 ÷
1.800 euro. Le agevolazioni statali consentono,
inoltre, di detrarre dalle tasse parte delle
spese di acquisto e di installazione.
Vantaggi
ambientali
Un
primo indicatore di confronto tra le diverse
tecnologie a disposizione può essere ritenuta
la quantità di anidride carbonica mediamente
immessa nell'ambiente per produrre, nelle stesse
condizioni, acqua calda sanitaria. Nel corso
dell'analisi energetica, si è stimato che il
fabbisogno di energia elettrica di un'utenza
monofamiliare (4 persone) per produrre acqua
calda sanitaria con uno scaldabagno elettrico
è pari a 7,74 kWh (elettrici) /giorno. In
Italia, per produrre un kWh elettrico, le
centrali termoelettriche emettono nell'atmosfera
in media 0,58 kg di anidride carbonica (CO²),
uno dei principali gas responsabili dell'effetto
serra [Dati ENEL 1999]. Pertanto, lo scaldabagno
in esame è indirettamente responsabile
dell'immissione nell'atmosfera di:
0,58
kg CO² / kWh (elettrico) .7,74 kWh
(elettrici) /giorno = 4,5 kg CO²/giorno,
Questo
significa che, per la sola acqua calda
sanitaria, utilizzando lo scaldabagno elettrico,
una famiglia immette quotidianamente
nell'ambiente 4,5 kg CO² (con una
media procapite di 1,125 kgCO²/giorno).
Nel
caso di una caldaia a metano, nella
combustione si formano 0,25 kg CO²
per ogni kWh termico; una famiglia di 4 persone
dà quindi origine alla seguente produzione
giornaliera di anidride carbonica:
0,25 kg CO² . 6.97 kWh (termici) =
1,74 kg CO² /giorno
con
una media procapite di 0,435 kgCO²/
giorno.
Nel
caso di impianti ibridi solare /gas,
ossia impianti solari posti ad integrazione
della caldaia a gas, assicurando lo stesso
comfort durante tutto l'arco dell'anno, è
possibile risparmiare, a Roma, il 60% del
consumo di gas: la stessa famiglia produrrà,
allora, giornalmente 0,69 kg CO², con
una media procapite di 0,174 kgCO²/
giorno.
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