La
pompa di calore è una macchina in grado di trasferire
calore da un corpo a temperatura più bassa ad un corpo
a temperatura più alta. Tale processo è inverso
rispetto a quello che avviene naturalmente in natura ed
è dovuto al fatto che viene fornita energia elettrica
alla macchina che "pompa calore". Il principio
di funzionamento che sta alla base della pompa di calore
è un ciclo termodinamico inverso, analogo a quello che
sta alla base di un comune frigorifero. Nel caso in cui
l’unico interesse sia quello di riscaldare un dato
ambiente, la pompa si dice "irreversibile";
nel caso in cui si abbia sia l’interesse a riscaldare
(ad esempio durante l’inverno) che a raffrescare (ad
esempio, durante l’estate), la pompa si dice
"reversibile".
Il
raffreddamento di ambienti è realizzabile quando
impianti ad assorbimento possono essere adattati al
funzionamento con i fluidi geotermici disponibili.
Questi impianti dispongono di una tecnologia ben
conosciuta e sono reperibili sul mercato senza difficoltà.
Essi funzionano seguendo un ciclo che utilizza il calore
invece dell’elettricità come sorgente di energia. Il
raffreddamento è ottenuto utilizzando due fluidi: un
refrigerante, che circola, evapora (assorbendo calore) e
condensa (cedendo calore), e un fluido secondario o
assorbente. Per usi sopra 0°C (soprattutto
condizionamento di ambienti e processi industriali), il
ciclo usa bromuro di litio come assorbente ed acqua come
refrigerante. Per usi sotto 0°C, si adotta un ciclo
ammoniaca/acqua, con l’ammoniaca come refrigerante e
l’acqua come assorbente.
Il
condizionamento di ambienti (riscaldamento e
raffreddamento) con l’energia geotermica si è diffuso
notevolmente a partire dagli anni ’80, a seguito
dell’introduzione nel mercato e della diffusione delle
pompe di calore. I diversi sistemi di pompe di
calore disponibili permettono di estrarre ed utilizzare
economicamente il calore contenuto in corpi a bassa
temperatura, come terreno, acquiferi poco profondi,
masse d’acqua superficiali, ecc.
Le
pompe di calore sono macchine che spostano il calore in
direzione opposta a quella in cui tenderebbe a dirigersi
naturalmente, cioè da uno spazio o corpo più freddo
verso uno più caldo. In realtà, una pompa di calore
non è niente di più di un condizionatore. Tutti gli
apparecchi refrigeranti (condizionatori d’aria,
frigoriferi, freezers, ecc.) estraggono calore da uno
spazio (per mantenerlo freddo) e lo scaricano in un
altro spazio più caldo. L’unica differenza tra una
pompa di calore e un’unità refrigerante sta
nell’effetto desiderato, il raffreddamento per
l’unità refrigerante, ed il riscaldamento per la
pompa di calore. Molte pompe di calore sono reversibili
ed il loro funzionamento può essere invertito, potendo
operare alternativamente come unità riscaldanti o
raffreddanti. Le pompe di calore richiedono energia
elettrica per funzionare, ma, in condizioni climatiche
adatte e con un buon progetto, il bilancio energetico è
positivo, cioè rendono più di quanto consumano.

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Schema
di pompa di calore in posizione di riscaldamento
Principio
di funzionamento:
(1)Facendo
circolare acqua e un additivo non tossico all'interno
degli scambiatori geotermici di diversa forma viene
estratta l'energia solare conservata
nel suolo.
(2)
Il liquido, attraverso uno scambiatore, riscalda il
refrigerante, che evapora in un circuito interno alla
pompa di calore.
(3)
Il refrigerante viene compresso da un compressore
frigorifero, che fa innalzare considerevolmente
la sua temperatura.
(4)
Il calore viene ceduto attraverso un secondo scambiatore
(detto condensatore) all'acqua per il riscaldamento o
per produrre acqua ad uso sanitario.
(5)
La pressione del refrigerante viene abbassata con una
valvola di espansione, esso quindi passa all'evaporatore
per ricaricarsi di nuova energia. Nel caso di pompe di
calore reversibili il ciclo è esattamente l'opposto di
quello visto, cioè viene prelevato calore dagli
ambienti.
(6)
I sistemi di riscaldamento interni possono essere di
qualsiasi genere: pavimento, parete, soffitto radianti,
radiatori, battiscopa, vetilconvettori o unità ad aria;
il raffrescamento estivo puo' avvenire in modo naturale,
collegando gli scambiatori geotermici (1) direttamente
al sistema interno (raffrescamento passivo) o
utilizzando le nostre pompe di calore reversibili (raffrescamento
attivo).
I
sottostanti disegni permetteranno di capire
meglio il principio di funzionamento.
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L'efficienza
di una pompa di calore è rappresentata dal coefficiente
di prestazione COP (Coefficient of
Performance), inteso come rapporto tra l'energia
termica resa al corpo da riscaldare e l'energia
elettrica consumata perché possa avvenire il trasporto
di calore medesimo. Un valore di COP tipico di un
sistema efficiente, può essere considerato pari a 3
(valori normali sono compresi tra 2,5 e 3,5): ciò
significa che per ogni kWh di energia elettrica
consumato, la pompa di calore renderà 3 kWh d'energia
termica all'ambiente da riscaldare.
La
termodinamica ci insegna, ma ce lo suggerisce anche il
buon senso, che il lavoro necessario per portare
l'energia termica da un livello di temperatura più
basso ad uno più alto è proporzionale a tale
dislivello o salto di temperatura. Da ciò consegue la
prima buona regola energetica di utilizzare per il
riscaldamento di ambienti abitati, che vanno mantenuti a
temperatura di comfort intorno ai 20º, temperature per
i fluidi di riscaldamento degli impianti non superiori
ai 35º sufficienti allo scopo. Con acqua disponibile a
10º-15º, il salto di temperatura è conseguentemente
di solo 20º-25º e, in queste condizioni, il rapporto
tra calore reso all'impianto di riscaldamento e la
potenza richiesta dalla pompa di calore nelle buone
macchine moderne si aggira intorno a 4, potendo giungere
anche a 5. Ciò significa che, spendendo 1 kW elettrico
per l'azionamento dell'impianto si ottengono almeno 4 kW
termici per l'utenza; gli altri 3 KW, ovvero il 75% del
fabbisogno termico, vengono prelevati dall'ambiente e,
più precisamente, nel caso da noi ipotizzato, dal
sottosuolo; di conseguenza si può propriamente parlare
di fonte "geotermica".
Sono
dette pompe di calore quando a essere utilizzata non è
la capacità di raffreddamento generata, ma la capacità
di riscaldamento ceduta.
A seconda della fonte di calore e del vettore termico
nel sistema di riscaldamento, si parla di pompe di
calore aria/aria, aria/acqua, acqua/acqua o terra/acqua.
Queste designazioni indicano dapprima la fonte di
calore, ad esempio l'acqua sotterranea, e poi il vettore
termico.
Un’altra
tecnologia molto in uso accanto alle pompe di calore è
rappresentata dallo “scambiatore di calore”,
necessario nei casi in cui non è possibile mettere a
contatto i fluidi geotermici direttamente con gli
impianti di utilizzazione, quando il contenuto salino
del fluido può creare danni quali la corrosione o
l’inquinamento.
Gli scambiatori di calore vengono fabbricati in diverse
versioni di cui le principali sono: a piastre, a fasce
tubiere, a serpentina ed a miscela diretta, con
separazione finale e recupero del fluido di lavoro dal
fluido primario.
Un particolare tipo è quello utilizzato direttamente
nel pozzo, con circolazione di acqua dolce o di fluido
basso-bollente nel secondario.
Un
impianto che funziona ad energia geotermica è composto
da:
·
SONDA
GEOTERMICA
inserita in profondità per scambiare calore con il
terreno;
·
POMPA
di CALORE
installata all'interno dell'edificio;
·
SISTEMA
di DISTRIBUZIONE
del calore "a bassa temperatura" all'interno
dell'ambiente (impianti a pavimento, pannelli radianti,
bocchette di ventilazione, ecc…)
Lo
scambio di calore con il terreno avviene tramite la
sonda di captazione, installata con una perforazione del
diametro di pochi centimetri, in un foro scavato accanto
all'edificio, invisibile dopo la costruzione.
Il numero delle sonde geotermiche e la profondità
d'installazione (da 50 a 150 metri) variano in funzione
dell'energia termica richiesta.
Ogni
sonda è formata da due moduli ciascuno dei quali
costituito da una coppia di tubi in polietilene uniti a
formare un circuito chiuso (un tubo di
"andata" e uno di "ritorno")
all'interno dei quali circola un fluido glicolato
(miscela di acqua e anticongelante non tossico).
I
tubi delle sonde sono collegati in superficie ad un
apposito collettore connesso alla pompa di calore.
Durante
l'inverno il terreno ha una temperatura generalmente
superiore a quella esterna, il fluido glicolato
scendendo in profondità attraverso le sonde sottrae
energia termica al terreno; ritornato in superficie ad
una temperatura maggiore, provoca l'evaporazione del
refrigerante che circola nel sistema della pompa di
calore, il liquido si espande ed ASSORBE CALORE dalla
sorgente esterna, ovvero, tramite le sonde geotermiche,
dal terreno.
All'uscita
dell'evaporatore il fluido, ora allo stato gassoso,
viene aspirato all'interno del compressore che, azionato
da un motore elettrico, fornisce l'energia meccanica
necessaria per comprimere il fluido, determinandone così
un aumento di pressione e conseguentemente di
temperatura.
Il
fluido viene così a trovarsi nelle condizioni ottimali
per passare attraverso il condensatore (scambiatore). In
questa fase si ha un nuovo cambiamento di stato del
fluido, che passa dallo stato gassoso a quello liquido
CEDENDO CALORE all'aria o all'acqua che sono utilizzate
come fluido vettore per il riscaldamento degli ambienti
o per la produzione di acqua sanitaria.
Il
ciclo termina con la sua ultima fase dove il liquido
passa attraverso una valvola di espansione
trasformandosi parzialmente in vapore e raffreddandosi,
riportandosi così alle condizioni iniziali del ciclo.
Lo
stesso identico sistema, con opportuni accorgimenti
impiantistici, potrà provvedere anche al
CONDIZIONAMENTO ESTIVO, in questo caso il ciclo viene
invertito ed il sistema cede al terreno il calore
estratto dall'ambiente interno raffrescandolo.
In
generale per il condizionamento estivo si è
costretti al raffreddamento delle macchine frigorifere
con l'aria, la cui temperatura di riferimento estiva è
di 32º.
Utilizzando
le sonde geotermiche, la temperatura di riferimento è
invece di circa 14º-16°, il salto di temperatura nelle
macchine che devono produrre acqua refrigerata a 7º, si
riduce drasticamente, aumentando notevolmente la resa e
riducendo, di conseguenza, in modo rilevante i consumi
di energia ed i costi di gestione.
A
questo si aggiunge il vantaggio di poter effettuare
anche un preraffreddamento dell'aria utilizzando
direttamente il fluido circolante nelle sonde
geotermiche, mentre l'acqua refrigerata viene usata solo
per la deumidificazione raffreddando l'aria sotto il
punto di rugiada.
Con
le pompe di calore si ha quindi il vantaggio di
sfruttare una sola macchina, che
grazie ad una valvola diventa reversibile poiché
presenta la possibilità di invertire le funzioni
dell'evaporatore e del condensatore, fornendo così aria
fredda in estate e aria calda in inverno. L'inversione
tra i due sistemi, riscaldamento e raffrescamento, può
avvenire o con un'inversione sul ciclo o con
un'inversione sull'impianto.
La
tecnica di prelevare calore con una sonda geotermica è
altamente affidabile e fa ormai parte dei modi
convenzionali di riscaldamento, ben conosciuta e
sfruttata in tutto il Nord Europa e negli Stati Uniti.
A titolo di esempio, una pompa di calore collegata ad
una sonda geotermica inserita a circa 100 m di profondità
estrae dal suolo una potenza geotermica sufficiente per
riscaldare un'abitazione unifamiliare standard.
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