Settore
della geofisica che studia il calore terrestre.
La
geotermia si rivolge alla ricerca e allo sfruttamento
dell'energia di campi geotermici o di altre
manifestazioni utilizzabili del calore terrestre. Questa
energia viene trasferita alla superficie terreste
attraverso i movimenti convettivi del magma o tramite le
acque circolanti in profondità.
L'interesse
per lo sfruttamento del calore è legato all'enorme
quantità di energia disponibile; viene calcolato
infatti che il flusso geotermico corrisponda ad una
potenza complessiva di 3 . 10 10
kw e che solo l'energia contenuta nei primi 2-3 km
di crosta terrestre sia circa 2000 volte superiore
a quella ottenibile da tutti i giacimenti di
combustibili fossili, però parte di questa non è
utilizzabile in quanto si manifesta, alla superficie,
sottoforma estremamente violenta (vedi le eruzioni
vulcaniche). Malgrado ciò, l'energia geotermica
rappresenta una delle fonti energetiche
alternative più promettenti, (al posto dell'energia
termica prodotta nelle centrali che usano combustibili
fossili o altri sistemi)
Energia
pulita, rinnovabile, inesauribile.
L’Italia
è il paese geotermicamente più “caldo” di
tutta l’Europa, cosa testimoniata dai numerosi
vulcani, dai soffioni boraciferi, dalle sorgenti
termominerali. Molte
risorse, tra queste anche quelle geotermiche, sono state
sfruttate, all’inizio, senza conoscerne esattamente la
natura e solo in un secondo momento sono state studiate
scientificamente e ne è stata sviluppata la tecnologia.
I fluidi geotermici erano già utilizzati, per il loro
contenuto energetico, nella prima parte del
diciannovesimo secolo. In quel periodo, nella zona che
poi ha avuto il nome di Larderello (Toscana), era stata
costruita una piccola industria chimica per estrarre
l’acido borico dalle acque calde boriche, che
sgorgavano naturalmente dal suolo o erano estratte da
pozzi di piccola profondità. L’acido borico era
ottenuto facendo evaporare le acque calde ricche di boro
in bollitori metallici, usando, come combustibile, il
legname ricavato dai boschi vicini. Nel 1827 Francesco
Larderel, proprietario di questa industria, ideò un
sistema per sfruttare il calore degli stessi fluidi
borici nel processo di evaporazione, invece di bruciare
il legname dei boschi, che si andavano esaurendo
rapidamente. Nello stesso periodo si cominciò anche ad
utilizzare l’energia meccanica del vapore naturale.
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Questo
venne usato per sollevare l’acqua in semplici
sistemi a “gas lift” e, in seguito, per il
funzionamento di pompe ed argani impiegati nelle
operazioni di perforazione o nell’industria
dell’acido borico. L’industria chimica di
Larderello detenne, tra il 1850 ed il 1875, il
monopolio della produzione dell’acido borico
in Europa. Nella medesima area geotermica, tra
il 1910 ed il 1940, si avviò, ampliandosi
progressivamente, l’utilizzazione del vapore a
bassa pressione per il riscaldamento di edifici
residenziali ed industriali, e di serre. Mentre
questo accadeva in Italia, anche in altri paesi
si sviluppava l’utilizzazione industriale
dell’energia geotermica: nel 1892 a Boise (Idaho,
USA) veniva inaugurato il primo sistema di
riscaldamento urbano; nel 1928 l’Islanda, un
altro paese all’avanguardia
nell’utilizzazione di questa fonte energetica
in Europa, cominciò a sfruttare i fluidi
geotermici, soprattutto acqua calda, per il
riscaldamento di edifici. |
A
pochi metri di profondità dalla superficie terrestre il
terreno mantiene una temperatura quasi costante per
tutto l'anno, e questo ci permette di estrarre calore
d'inverno per riscaldare un ambiente, e di cedere calore
durante l'estate per raffrescare lo stesso ambiente.
Il
terreno infatti contiene una inesauribile sorgente di
calore: la temperatura, man mano che si scende sotto
terra, aumenta grazie all'energia geotermica che dal
nucleo terrestre si dirige verso la superficie; il
terreno inoltre assorbe quasi la metà dell'energia che
riceve dal Sole.Tale scambio di calore viene realizzato
con pompe di calore abbinate a sonde geotermiche
che sfruttando questo principio permettono di riscaldare
e raffrescare le nostre case con un unico impianto
assicurando un alto grado di rendimento sull'arco
dell'intera stagione, e con un fabbisogno di energia
elettrica contenuto rispetto alle prestazioni. Non è
neppure necessario alcun apporto termico esterno (per
esempio una caldaia a metano) per coprire le punte
invernali.
Le
pompe di calore per riscaldare le case esistono sul
mercato dagli anni 50, proprio come televisori,
lavatrici e altri apparecchi domestici a noi famigliari,
si tratta dunque di una tecnica affidabile, ampiamente
collaudata.
Queste
macchine hanno il grande vantaggio di fornire più
energia (sotto forma di calore) di quella che gliene
occorre per funzionare, questo è reso possibile dal
fatto che la macchina assorbe calore dal mezzo esterno.
La
terra è un serbatoio d'energia. La
temperatura nel nucleo terrestre è stimata a 5.000° C.
Paragonandola
a un uovo, la crosta terrestre (fino a 50 km di
profondità) corrisponde al guscio. Nella crosta, la
temperatura aumenta di circa 2,5/3°C ogni 100 m. Con
la tecnica attuale sono raggiungibili anche profondità
fino a 5 km. Il calore prelevato da queste profondità
può essere utilizzato sotto forma di elettricità o di
calore a distanza.
A
titolo di esempio, una pompa di calore collegata ad una
sonda geotermica inserita a circa 100 m di profondità
estrae dal suolo una potenza geotermica sufficiente per
riscaldare un'abitazione unifamiliare standard. Un
impianto di questo tipo si può realizzare in soli 3-4
giorni.
Principali
vantaggi offerti dalla geotermia
Negli
impianti geotermici non si verifica nessuna combustione,
né emissione gassosa (CO2, NOx).
Ogni impianto contribuisce così alla riduzione
dell'effetto serra. Inoltre, non devono essere
trasportate o immagazzinate sostanze pericolose. Negli
impianti geotermici, che prelevano il potenziale termico
molto in profondità, l'acqua estratta è ripompata nel
sottosuolo, di modo che nessuna delle sostanze contenute
in essa resta in superficie.

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Una
volta completata la perforazione, gli impianti
geotermici hanno bisogno di meno spazio rispetto
ad altri impianti energetici. La grandezza degli
impianti in superficie è molto limitata.
Oggi
in Toscana, la geotermia copre il 25% del
fabbisogno energetico. Il centro nevralgico
dello sfruttamento è nella zona boracifera di
Larderello. Qui l'utilizzo della fonte
geotermica si è dimostrato praticabile ed
efficiente: le centrali geotermiche producono
circa 5 miliardi di kWh di energia elettrica
pari al fabbisogno energetico di circa 2 milioni
di famiglie italiane.
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In
questo modo vengono risparmiate 1.100.000 tonnellate
equivalenti di petrolio ed è possibile evitare
l'emissione di 3,8 milioni di tonnellate di anidride
carbonica. Per altri usi civili, come riscaldamento,
ecc., facciamo comunque riferimento ad altre sezioni di
questo stesso sito.
Gli
usi agricoli dei fluidi geotermici
comprendono le coltivazioni a cielo aperto ed il
riscaldamento di serre. La composizione chimica delle
acque geotermiche usate per l’irrigazione deve essere
sempre controllata attentamente per evitare effetti
dannosi sulle piante.
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Nelle coltivazioni a cielo aperto, il controllo
della temperatura può consentire: (a) di
prevenire i danni derivanti dalle basse
temperature ambientali, (b) di estendere la
stagione di coltivazione, di aumentare la
crescita delle piante ed incrementare la
produzione, e (c) di sterilizzare il terreno.
L’utilizzazione
più comune dell’energia geotermica in
agricoltura è, comunque, il riscaldamento
di serre, che è stato sviluppato
su larga scala in molti paesi come per la
coltivazione di verdure e fiori fuori stagione o
in climi diversi da quelli originari. L’uso
dell’energia geotermica per il riscaldamento
delle serre può ridurre significativamente i
costi operativi, che in alcuni casi
rappresentano il 35% del costo dei prodotti
(verdure, fiori, piante da appartamento,
piantine da sviluppo).
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Gli
animali da fattoria e le specie acquatiche, come anche i
vegetali, possono migliorare in qualità e quantità, se
sono cresciuti in ambienti a temperatura controllata. In
molti casi le acque geotermiche possono essere sfruttate
convenientemente combinando l’allevamento di
animali con il riscaldamento di serre.
L’energia richiesta per riscaldare un impianto di
allevamento è circa il 50% di quella necessaria ad una
serra della stessa superficie, rendendo possibile la
costruzione di un sistema a cascata.
L’allevamento
a temperatura controllata migliora le condizioni
sanitarie degli animali
L’acquacoltura,
vale a dire l’allevamento controllato di forme di vita
acquatiche, in questi ultimi tempi si è diffuso
notevolmente in campo mondiale, a seguito
dell’ampliamento del mercato. Il controllo della
temperatura di crescita per le specie acquatiche è
molto più importante che per le specie terrestri.
Mantenendo artificialmente la temperatura ottimale, si
possono allevare specie esotiche, aumentare la
produzione e anche, in qualche caso, raddoppiare il
ciclo riproduttivo (Barbier e Fanelli, 1977).
Anche
la coltivazione di Spirulina può essere
considerata una forma di acquacoltura. Questa microalga
unicellulare a spirale, di colore verde-azzurro, è
spesso chiamata ‘super-alimento’ per il suo alto
contenuto nutritivo ed è stata considerata una
possibile soluzione per risolvere il problema della fame
nei paesi più poveri del mondo. Attualmente, tuttavia,
è commercializzata come integratore alimentare e
venduta ad alto prezzo nelle erboristerie. La Spirulina
è coltivata in numerosi paesi tropicali e
sub-tropicali, in laghi o in bacini artificiali, dove
esistono le condizioni migliori per la sua crescita (un
ambiente alcalino caldo, ricco di CO2), in
pratica è utile due volte poiché oltre a nutrire è in
grado di eliminare grandi quantità dell’anidride
carbonica che produciamo.
Costi di esercizio.
La
gestione di una pompa di calore con sonda geotermica è
semplicissima: un'unica "macchina" può
gestire il riscaldamento, il raffrescamento e la
produzione di acqua calda. La macchina è programmabile
con grande flessibilità, affinché ogni esigenza di
riscaldamento sia soddisfatta ad un costo contenuto. E'
ideale per gli impianti di riscaldamento ad alto
comfort, come le serpentine a pavimento o i corpi
riscaldanti a bassa temperatura.
Lo
spazio occupato da una pompa di calore è come quello di
un frigorifero .
Con misure così ridotte la macchina può essere
installata in qualsiasi locale di servizio, anche nella
lavanderia.
Per
la valutazione dei costi di esercizio assumiamo come
costi di riferimento:
GPL 0,97€/l; gasolio a 0,99 €/l; metano a 0,54/Sm³,
in caso di variazione dei prezzi è semplicissimo
ricalcolare i costi di esercizio conseguenti.
Con
le condizioni sopra citate i costi risultano:
INVERNO
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ESTATE
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•
Riscaldamento con GPL 0,181 €/Mcal
• Riscaldamento con gasolio 0,138 €/Mcal
• Riscaldamento con metano 0,077 €/Mcal
• Riscaldamento geotermico 0,041 €/Mcal
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•
Condizionamento tradizionale 0,070 €/Mfrig
• Condizionamento geotermico 0,028 €/Mfrig
•
Condizionamento geotermico risp. al tradizionale
-60%
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e
le riduzioni…
Riscaldamento geotermico rispetto al GPL - 80%
Riscaldamento geotermico rispetto al gasolio - 75%
Riscaldamento geotermico rispetto al metano - 50%
Larga
utilizzazione dell’energia geotermica è stata fatta
in Islanda, dove, per l’abbondanza dei fluidi caldi
disponibili, il 97% della popolazione della capitale è
servita da riscaldamento geotermico urbano. Analoga
situazione si ha anche in Francia (paese poco
geotermico), negli Stati Uniti, in Cina ed in Giappone.
In Italia le realizzazioni più importanti di
teleriscaldamento sono quelle di Ferrara, Vicenza,
Castelnuovo Val di Cecina, Acqui, Bagno di Romagna e
Grosseto.
Per il riscaldamento degli ambienti, le temperature dei
fluidi devono essere dell’ordine di 50-80° C per gli
impianti a termosifone, 35-50° C per i pannelli
radianti (impianti a pavimento); qualora i fluidi
geotermici non raggiungessero le temperature richieste,
si possono adottare dei sistemi integrativi quali una
caldaia o una pompa di calore.
Si può ottenere uno sfruttamento integrale della
risorsa geotermica con il riscaldamento invernale ed il
raffrescamento estivo, disponendo di fluidi a 80-110° C
che alimentino pompe di calore reversibili, ad
assorbimento, con fluidi appropriati (ad esempio
ammoniaca, bromuro di litio).
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